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Corsa dell'Angelo
Forio il
27/03
La corsa
dell’Angelo, si svolge a Forio, da un’antica
tradizione risalente al lontano 1600. E’ una
sacra rappresentazione che riproduce il momento
dell’incontro della Madonna con il figlio
risorto. La manifestazione è realizzata
dall’Arciconfraternita di Forio, custode delle
quattro statue che si portano a spalla in
processione, per tradizione, sempre dalle stesse
famiglie, per un diritto non scritto che si
tramanda da padre in figlio e molte volte causa
di dispute accese tra le varie famiglie per la
rivendicazione dello stesso. Le statue
rappresentate in processione sono: la Madonna,
il Cristo Risorto, S.Giovanni Apostolo e
l’Angelo. Le prime tre furono scolpite in legno
da un artigiano di Napoli tra il 1756 e il 1757
mentre l’Angelo fu scolpito da Vincenzo Mollica
e ricoperto d’oro zecchino. La mattina di
Pasqua, prima dell’inizio della processione, la
Madonna, con un velo bianco sul volto, e San
Giovanni vengono sistemate presso il crocevia
del corso principale di Forio. Il Cristo e
l’Angelo, al termine della messa, si recano in
processione formando un un piccolo corteo con lo
stendardo celeste e il pennacchio di penne di
struzzo bianco, la croce della confraternita ed
il clero. Giunti vicino la fontana, un coro,
formato da voci poderose dai pescatori e dal
popolo, volgendosi verso il Cristo risorto,
cantano il “Regina Coeli”, ha così inizio la
funzione. L’Angelo fa tre inchini al Cristo
risorto e corre verso la Madonna ad annunciare
la resurrezione del figlio, arrivato al crocevia
si ripete il Regina Coeli, ad opera dei
contadini e del popolo, al termine l’Angelo si
inchina per tre volte alla Madonna e corre verso
il Cristo. Tutto questo si ripete per tre volte.
Nell’ultima corsa l’Angelo si ferma sotto il
campanile della chiesa di Santa Maria di Loreto
mentre la Madonna e San Giovanni si incamminano
nel corso per raggiungere la statua del Cristo.
A metà percorso si fa scivolare il velo dal
volto della Madonna, a rappresentazione della
visione del Figlio, e tutto il corso si riempe
di petali di fiori lanciati dai balconi in un
tripudio di canti ed applausi. Per
tradizione colui che porta il pennacchio in
processione, deve abbassarlo per ben tre volte
senza far toccare le piume a terra, così non
perde il diritto a condurre il pennacchio alle
prossime processioni. Al termine le statue si
portano in processione fino la chiesa di San
Vito.
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La Madonna Addolorata
Forio dal 1°
marzo al 1° aprile
La Madonna
Addolorata inizialmente fu chiamata Vergine
Maria dei Sette Dolori, ma papa Pio X nel 1913
ne fissò la festa liturgica come Vergine Maria
Addolorata il15 settembre. La Madonna Addolorata
ha il cuore trafitto da sette spade perché sette
furono i suoi più grandi dolori: la profezia del
vecchio Simeone, la fuga in Egitto, lo
smarrimento di Gesù a 12 anni, il suo viaggio al
Golgota, la crocifissione, la deposizione dalla
croce e la sepoltura. La festa liturgica
dell’Addolorata comincia il giovedì di due
settimane prima di Pasqua, infatti, c’è la
solenne intronizzazione che da inizio alla
novena. Il venerdì prima della Domenica delle
Palme (o sesto venerdì di quaresima) è giorno di
dolore e di mestizia perché si ricorda il dolore
di Maria, dalle sei del mattino in poi si
susseguono messe. Alle 10.00 c’è la messa
solenne e alle 11.00 c’è la processione: la
statua dell’Addolorata custodita nella
Parrocchia di S. Sebastiano, viene portata in
processione per le strade principali del paese.
Il pomeriggio dello stesso giorno si svolgono le
“tre ore” di Maria desolata, con canti sacri e
momenti di riflessione sui sette dolori. La
sera della Domenica delle Palme, si svolge il
tradizionale “bacio del manto” (la gente a turno
si avvicina alla statua per baciarne il manto).
Il Sabato Santo, al termine della veglia
pasquale, l’immagine della Madonna viene
incoronata con dei fiori al canto del “Regina
Coeli” (canto in latino che il popolo di Forio
canta gioiosamente il giorno di Pasqua durante
la corsa dell’angelo). La statua
dell’Addolorata ha il volto scolpito nel legno,
il suo manto è pura seta con ricami in oro, è in
stile barocco. Attualmente esistono tre
diversi vestiti dell’Addolorata, uno dei quali è
d’antica manifattura ed è stato realizzato
nell’immediato dopo guerra (1953) grazie al
contributo dei suoi fedeli, sull’abito sono
ricamati i simboli della “passione di Cristo”
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